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18 giugno 2009

Immagini, mappe, fotografie, geografie, percorsi fra le architetture alla volta della costruzione di un atlante che contenga una lettura attualizzata e trasversale della Valle del Belice a quaranta anni dal traumatico terremoto del 1968. Questo l'obiettivo del workshop di indagine territoriale Topografia del trauma, che si terrà a Gibellina dal 13 al 20 settembre 2009. Promosso dall'Accademia di Belle Arti Abadir di Catania e nato da un'idea di Lucia Giuliano e Laura Cantarella, il workshop sarà un lavoro interdisciplinare aperto a fotografi, architetti, geografi, studenti universitari, artisti e a tutti coloro che abbiano un interesse specifico per il tema e le sue possibili rappresentazioni. Fra i docenti chiamati a partecipare, Gabriele Basilico, Roberto Collovà, Lorenzo Romito. Studenti e docenti daranno vita ad un 'atlante che, indagando criticamente lo 'spazio' antropizzato e i luoghi 'naturali', metta in luce come la rappresentazione del paesaggio sia in grado -in quanto strumento di visione- di indirizzare il modo di agire sul territorio, ovvero il progetto.' La scadenza per le iscrizioni è il 30 giugno. (Francesca Oddo)

 

5 giugno 2009

Sabato 6 giugno alle ore 15:00 Collettivo99 organizza un incontro con Metrogramma, EcosistemaUrbano e IaN+, per riflettere sull'Aquila del futuro. L'appuntamento è al Salone Carispaq Centro direzionale "Strinella 88". Collettivo99 è nato nei giorni del post terremoto dalla volontà di giovani progettisti aquilani di partecipare alla ricostruzione della propria città, spingendo lo sguardo al futuro, superando la ricostruzione per un'idea di riconversione dello spazio. L'Aquila - riconversione oltre la ricostruzione è il nome del progetto al quale Collettivo99 sta lavorando da settimane. Partendo dalle 99 chiese, piazze e fontane che hanno fatto dell'Aquila una città storicamente unica, esso punta all'impianto delle più avanzate tecnologie strutturali, digitali, energetiche, bioclimatiche, dei materiali e della viabilità, del restauro e del recupero, che possano renderla nuovamente e diversamente unica e bella. (Francesca Oddo)

 

21 maggio 2009

Si svolgerà a Firenze il 22 e il 23 maggio prossimi il convegno PIÙ DESIGN PUÒ. Il disegno della democrazia, della società e della città, dedicato alla discussione di alcune delle più interessanti esperienze di comunicazione politica, sociale e urbana messe in atto da istituzioni di tutto il mondo. A cura di Andrea Rauch e Gianni Sinni, il convegno si terrà negli ambienti di Palazzo Medici Riccardi e indagherà il ruolo sociale del designer, la sua responsabilità nella strategie della comunicazione urbana rivolta alla società. Tra gli ospiti del convegno, che esplorerà temi che spaziano dalla grafica politica al design elettorale, dall'immagine coordinata governativa alla controinformazione militante, dal progetto grafico per la città all'editoria accessibile, Enzo Biffi Gentili che racconterà il progetto Biella è Bella. Per gentile concessione di SocialDesignZine, dove era apparsa lo scorso anno nell'ambito di una ricognizione sulle più significative esperienze progettuali che hanno riguardato enti pubblici di diversi Paesi, ora raccolta nel volume Disegnare le città, ARCH'IT files ospita una nota di Enzo Biffi Gentili dedicata al caso di Biella.

 

10 maggio 2009

Gli interventi puntuali di C+S sono caratterizzati da sensibilità e rigore. Rispondenza al programma e dialogo con il luogo, invenzione tettonica e chiarezza formale, ricchezza materica e iconicità figurativa. Ma non tutto funziona come appare. Pietro Valle commenta la realtà nascosta nel depuratore di Sant'Erasmo di C+S Associati. "Gli edifici -scrive Pietro Valle inquadrando un fenomeno più ampio- sono diventati una delle tante merci di scambio che opera secondo i canoni del marketing sfruttando l'impatto della propria immagine. Questo ha generato un nuovo conformismo progettuale che alterna gesti spettacolari (l'immagine d'accento, la novità da consumare) con la presenza di icone riconosciute pubblicamente (l'immagine famigliare, già accettata). Lo spazio pubblico, sovraccarico di elementi omologati, è diventato sempre di più esempio reale del potere della comunicazione e prova tangibile che anche il costruito non è più un valore da contrapporre alle immagini, ne è, anzi, il suo strumento." In ARCH'IT files.

 

10 maggio 2009

GL'invenzione di uno spazio di confine che è la soluzione di continuità tra edificio e suolo. Quattro murature parallele, come ruderi di un'antica batteria costituiscono il depuratore di Sant'Erasmo di C+S, che nella sceda pubblicata in ARCH'IT architetture scrivono: "la fragilità del tessuto dell'isola, il suo limite incerto dove le escursioni della marea modificano il disegno e lo spessore dei bordi, la bellissima batteria austriaca, memoria del più ampio sistema puntuale delle fortificazioni lagunari che ancora permangono nello spessore delle murature generose che incidono il paesaggio della laguna, la scansione regolare del terreno coltivato a carciofi e dei ghebi (corsi d'acqua interni all'isola) disegnano il paesaggio dove l'edificio si inserisce..."

 

10 maggio 2009

Chiedersi perché mai una scala si debba contorcere come un fusillo nel formaggio fuso non è solo inappropriato: è in primo luogo inelegante. E infine anche poco patriottico. Italian Style. "Nell'ultima bottega newyorkese di Armani-Fuksas -scrive Ugo Rosa in ARCH'IT lanterna magica- le pulsioni di quell'italianità che per un poco si era assopita nel benessere riaffiorano e reclamano il posto al sole cui, tutto sommato, hanno diritto. Dopo decenni di nouvelle cuisine eccoci di nuovo ai maccheroni."

 

19 aprile 2009

"Un pomeriggio di circa tre anni fa. Siamo nello studio di Angelo (Formichella) e Osvaldo (Coppini) e parliamo di architettura, arti visive, teatro, di come va il mondo, di come dovrebbe andare, di come andrà. Il loro studio si trova al secondo piano di un antico palazzo nel centro di Prato e le finestre si affacciano sulla facciata del Duomo con il pulpito aggrappato da Donatello a un angolo. Mi casca l'occhio su una foto. La guardo incuriosito: è la foto di un piccolo edificio in lamiera ondulata. No, no, niente a che fare con Murcutt, è semplicemente una baracca che -mi piace pensare- qualche pensionato ha costruito abusivamente (?) nella campagna pratese come deposito degli attrezzi, con cui gestisce un piccolo orto urbano, ovviamente abusivo anche quello (?)". L'edificio per la vendita di automobili usate realizzato da Angelo Formichella e Osvaldo Coppini a Prato nasce dalla giustapposizione di frammenti volumetrici elementari, con continui riferimenti architettonici ai materiali poveri e provvisori. Lo introduce una nota di Valerio Barberis in ARCH'IT architetture.

 

14 aprile 2009

Gli architetti adorano Chatwin perché egli è uguale a loro e, in lui, loro ammirano se stessi. Ma non è forse giusto che sia così? Il mondo non appartiene forse ai viaggiatori informati? Lettere da Fermo. Inizia su ARCH'IT la pubblicazione di "un epistolario che, se la propensione alla scrittura del mittente e quella al viaggio della destinataria si protrarranno abbastanza a lungo, potrebbe accompagnarci per diverse pagine e moltissimi chilometri.

 

14 aprile 2009

"Le strutture erette, pur volendo apparire tradizionali, sono in realtà delle scatole di cemento antisismiche rivestite. Una gigantesca riproduzione della realtà ha avuto luogo ed essa ha un rapporto difficile con il ricordo che si porta dietro. Per apparire storici, questi bunker di cemento, si sono dovuti travestire con una tenue facciata che cela al suo interno un'altra realtà. La differenza tra restituzione filologica e vincoli costruttivi antisismici ha generato tutta una serie di scarti tra quello che c'era prima e quello che è stato riprodotto, tra come si sarebbe voluta la città e come si è riusciti a realizzarla, tra realtà e rappresentazione." Un terremoto mette a nudo il rapporto che una comunità ha con lo spazio fisico. Davanti al sisma che ha colpito l'Abruzzo e al dibattito che sta nascendo in questi giorni sul tema della ricostruzione, Pietro Valle ricorda l'esperienza di Gemona del Friuli attraverso un testo scritto nel 1994 sulle conseguenze degli eventi distruttivi del 1976. In ARCH'IT files.

 

7 aprile 2009

Un concorso sui concorsi! Questa l'idea geniale avuta da Wonderland-Platform for Architecture, con il suo "Deadline Today!". Un concorso sì, ma anche un'esposizione di progetti, che si terrà dal 18 giugno al 20 luglio presso l'Architekturzentrum Wien (Az W) di Vienna, e che, oltre a indicarci quali progetti sono oggi in grado di accaparrarsi un primo premio a livello europeo, ci racconta anche e soprattutto i retroscena di quelle vittorie... o di quei secondi posti con scacco matto dato dallo studio concorrente. Se avete anche voi un progetto vincitore e una storia interessante da narrare, o se semplicemente morite dalla curiosità di saperne di più, i dettagli sono alla pagina ARCH'IT concorsi. (Teresanna Donà)

 

6 aprile 2009

PICNIC AL TEMPIO #5. COSTRUIRE TEXTURE. Il Parco Lineare tra Caltagirone e Piazza Armerina torna a vivere, come ogni primavera ormai da cinque anni. Dal 5 al 10 maggio 2009 ospiterà la quinta edizione del PICNIC AL TEMPIO, il workshop di progetto e costruzione istantanea ideato e prodotto da NOWAlab. Dodici i laboratori, guidati da altrettanti tutor: PicArt (Alterazioni video, Milano-New York), PicObject (Matteo Mocchi, Luca Poncellini, NABA, Milano), PicClothes (Silvio Betterelli, Università IUAV di Venezia), PicFood (Arabeschi di Latte, Firenze), PicGarden (Giovanni Corbellini, Università di Trieste), PicJunior (Valentina Bergonzoni, Fondazione Villa Ghigi, Bologna), PicLight (Emanuela Di Grazia, Politecnico di Torino), PicMovie (Pierluigi Anselmi, NABA, Milano), PicPapers (Angelo Flaccavento, Ragusa-Milano), PicScape (Stefan Tischer, Università di Sassari), (Elena Vincenzi, Fondazione Villa Ghigi, Bologna), PicShot (Andrea Botto, Rapallo), PicTecture (Marco Zaccara, 2012Architecten, Rotterdam). Insieme ai tutor e agli studenti, il workshop accoglierà ospiti e critici illustri, fra i quali Marco De Michelis, Maria Luisa Frisa, Luca Molinari, Stefano Mirti, Simone Muscolino. La scadenza per l'iscrizione è prorogata al 15 aprile.

 

31 marzo 2009

La Columbia University di New York organizza un convegno per riesplorare la mostra Italy: The New Domestic Landscape, protagonista al MoMA nel 1972. L'incontro prevede due sessioni. La prima, che avrà luogo al MoMA il 9 aprile alle ore 18:30, vedrà Mark Wigley, direttore della Graduate School of Architecture, Planning and Preservation, Columbia University, moderare un dibattito sul significato e l'eredità della mostra del '72, curata da Emilio Ambasz. Interverranno, oltre al curatore, Andrea Branzi, Gaetano Pesce, Barry Bergdoll. La seconda, che si terrà presso la Columbia University il 10 aprile alle ore 18:30, insisterà sull'importanza dell'ambiente e dei media nella mostra. Parteciperanno, fra gli altri, Hans Ulrich Obrist, Andrea Branzi, Peter Lang e Luca Molinari. L'apertura della mostra seguirà il convegno e si terrà alla Arthur Ross Architecture Gallery, presso la Columbia University. Maggiori informazioni in ARCH'IT convegni. (Francesca Oddo).

 

27 febbraio 2009

Architecture Stratégique. Teresanna Donà ha visitato l'ultima edizione di ArchiLab, recentemente conclusa a Orléans. Integralmente dedicata alla ricerca europea. "Per l'edizione 2008 di ArchiLab la città di Orléans ha scelto come curatore Omar Akbar, direttore della fondazione Bauhaus di Dessau. Da anni interessato all'esplorazione dei fenomeni di trasformazione urbana in Europa, Akbar decide di affrontare in questa sede il tema dell'architettura strategica, attraverso l'analisi di una cinquantina di progetti, realizzati o in corso di realizzazione, all'interno di ventotto città europee. È così che ArchiLab Europe - Architecture Stratégique ci propone una panoramica inedita, frutto di una ricerca pluriennale, sull'Europa in corso di costruzione, secondo un taglio che mira a mettere in risalto i diversi tipi di strategia d'intervento di cui la Comunità Europea si serve nell'ambizioso tentativo di restituire al vecchio continente un nuovo primato culturale ed economico su scala globale." L'articolo in ARCH'IT files.

 

27 febbraio 2009

Una costellazione, un tracciato a densità variabile di temi e situazioni che ossessionano la produzione, non solo architettonica, degli ultimi anni. Il volume Ex-libris, di Giovanni Corbellini, nato dalle pagine di ARCH'IT parole chiave e pubblicato da 22 publishing, letto da Sara Marini in ARCH'IT books. "Il significato del termine ex-libris -scrive Sara Marini- rimanda a una modalità, a un logo, a un contrassegno per identificare i libri traslati nel tempo in un tema della grafica. Il germe del progetto è il diagramma, elaborato grafico sintetico che il disegno metrico assume come incipit e non come punto d'arrivo: l'architettura accoglie la rivoluzione duchampiana, l'affermazione del concetto sulla bellezza..."

 

16 febbraio 2009

Dal 24 al 28 marzo Firenze ospita la seconda edizione del workshop dedicato alla sostenibilità, organizzato dalla rivista AND e condotto da Mario Cucinella. "Sostenibilità è un termine ampiamente condiviso ma volgendo lo sguardo alle numerose possibili declinazioni (energetica, sociale, economica, culturale, urbana) si palesa la carenza di strumenti in grado di integrarne i vari aspetti nell?ideazione architettonica e nella progettazione urbana. Il workshop intende colmare questo divario culturale attraverso le competenze di uno studio professionale che da anni applica tali regole come elementi generatori di qualità." Questo l'obiettivo di Paolo Di Nardo, direttore della rivista AND e dello studio ARX. Il workshop si svolgerà presso la Stazione Leopolda all'interno dello Spazio Alcatraz e si intersecherà ad incontri, tavole rotonde, lecture, con personalità del mondo politico, culturale e scientifico, sui temi della progettazione urbana sostenibile. Maggiori informazioni in ARCH'IT convegni. (Francesca Oddo)

 

13 febbraio 2009

Abitare la città. Il Fonds Régional d’Art contemporain du Centre (FRAC) di Orléans inaugura oggi alle ore 18.30 una mostra monografica dedicata a Ugo La Pietra. Personalità poliedrica (artista, architetto, designer, professore e teorico) Ugo La Pietra è stato una delle figure fondamentali della scena artistica radicale degli anni Sessanta e Settanta e membro fondatore della Global Tools. L'interesse per gli architetti viennesi, agli inizi degli anni Sessanta, lo porta a esplorare il tema della sinestesia delle arti. Con il suo Sistema Disequilibrante rappresenta una delle espressioni più originali del design radicale. Negli anni Settanta è la città che diventa per La Pietra l'oggetto privilegiato di esperienza: attraverso la fotografia, il video, il fotomontaggio, la performance sperimenta, decodifica e reinterpreta il territorio urbano. L'esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 21 giugno prossimo. Ulteriori informazioni in ARCH'IT mostre. (Elisabetta Mori)

 

28 gennaio 2009

MARC di Michele Bonino e Subhash Mukerjee è fra i trenta studi di architettura selezionati e invitati a partecipare alla mostra Andrea Palladio: Through the eyes of contemporary architects, promossa dalla Royal Academy of Arts, in programma a Londra dal 27 gennaio al 21 aprile 2009. L'obiettivo è quello di formulare una controparte critica rispetto alla mostra Andrea Palladio: his life and legacy organizzata dal Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza (18 settembre 2008 - 6 gennaio 2009). I trenta architetti sono stati selezionati o per la loro affinità o per la loro distanza dal lavoro di Palladio. Fra questi, oltre Bonino e Mukerjee, Arata Isozaki, David Chipperfield, Fumihiko Maki, Nicholas Grimshaw forniranno il loro contributo per raccontare la propria visione di architettura, ora sensibile agli insegnamenti del maestro padovano, ora testimone di un approccio totalmente diverso. Subito dopo l'inaugurazione londinese alla Royal Academy of Arts, la mostra raggiungerà Barcellona durante il 2009. (Francesca Oddo)

 

18 gennaio 2009

La Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio dell'Università degli Studi di Genova, con Docomomo Italia e la PARC - Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee, organizzano per venerdì 30 gennaio 2009 una giornata di studi dedicata ai problemi del restauro della chiesa Sacra Famiglia di Genova, progetto di Ludovico Quaroni mai compiutamente realizzato. La giornata di studi prevede la partecipazione di studiosi e rappresentanti le Istituzioni coinvolte nelle vicende trascorse e attuali della chiesa, impegnati ad affrontare, confrontandosi tra loro in un pubblico dibattito, i temi e i problemi proposti dal restauro. Appuntamento il 30 gennaio alle ore 9:00 presso la Facoltà di Architettura di Genova, Stradone Sant'Agostino 37. Per cominciare, una visita guidata alla chiesa. (Maggiori informazioni in ARCH'IT convegni).

 

7 dicembre 2008

Lo spazio dedicato da ARCH'IT alle recensioni e ai commenti di pubblicazioni di argomento architettonico si arricchisce di una nuova sezione. Se la sezione books, ora affidata alla cura di Elisa Poli, si concentra sui libri, tendendo a realizzare un panorama ampio sui testi ritenuti più meritevoli di attenzione, clippings, curata da Matteo Sintini, si rivolge invece alla stampa periodica: saggi, articoli, frammenti estrapolati da riviste specialistiche, quotidiani, magazine, blog. In questo contesto Vinicio Bonometto commenta la ristampa del numero 111/112 della rivista "Controspazio", apparsa nel 1974 e ora pubblicata dall'editore Gangemi, dedicata a Mario Ridolfi, le architetture. "La nuova popolarità di Ridolfi nella fine degli anni Settanta deriva infatti -scrive Bonometto evidenziando il merito di rilanciare un serio interesse nei confronti dell'architetto romano e del periodo in cui operò-, più che da un impossibile ricaduta stilistica nei confronti dell'architettura postmoderna, dallo svelamento di una ricerca che narra della prima normalizzazione dell'architettura moderna italiana. Un approccio, quello ridolfiano, che dapprima fonde l'avanguardia razionalista del nord-Europa con l'essenzialità pratica e teorica in uso all'ora arretrata società italiana, per poi arrivare, col procedere degli anni a spingersi verso una logicità funzionale accompagnata da tecniche ed essenzialità formali derivate da invarianti della tradizione e dai contesti in cui essa agisce."

 

7 dicembre 2008

"Una riflessione operativa sull'attualità di alcuni dei nodi problematici che caratterizzano l'attività di De Carlo nei molteplici, sovrapposti e intersecati ruoli di architetto, urbanista, docente, animatore e provocatore culturale, promotore editoriale, direttore di rivista, teorico, saggista.". Giovanni Corbellini commenta il volume collettaneo A partire da Giancarlo De Carlo, a cura di Federico Bilò. "L'idea di una disciplina il cui scopo "non è di produrre oggetti ma di dare forma e organizzazione allo spazio in cui si svolgono le vicende umane, sviluppando processi" (1982), di una architettura capace di "rovesciare la procedura consueta e stabilire che gli obiettivi di un programma sono materia di progettazione" (1992), in grado di "ridefinire i limiti della responsabilità dell'architetto, per incoraggiarlo a indagare sulle ragioni e gli effetti delle trasformazioni che progetta nella città e nel territorio" (1992), rappresenta -conclude Giovanni Corbellini nella sua recensione in ARCH'IT books- la sfida contemporanea del pensiero di De Carlo."

 

4 dicembre 2008

"L'architettura contemporanea sembra aver perso, negli ultimi anni, la capacità di ricercare visioni ampie, di raccogliere in uno sguardo esteso la complessità dei fenomeni di trasformazione dell'ambiente abitato, di guidare il pensiero, e la coscienza al di là di quello che è consueto, empirico, visibile." BEYOND MEDIA, il festival curato da Marco Brizzi e dedicato dal 1997 all'esplorazione delle dinamiche tra l'architettura e l'universo dei media, annuncia il tema VISIONS che guiderà la prossima edizione, prevista dal 9 al 17 luglio 2009 alla Stazione Leopolda di Firenze. "Le immagini dell'architettura, la loro massiva produzione e il loro consumo hanno avuto come diretta conseguenza, negli ultimi anni, una maggiore vicinanza del pubblico alla progettualità mondiale. Ma, al contempo -si legge nelle note che introducono il tema della nuova edizione-, hanno realizzato una modificazione nel modo di pensare l'architettura e inciso sulla capacità e sull'opportunità di realizzare visioni, e quindi teorie, radicate nel nostro tempo, aperte verso possibili nuovi scenari.". Il bando per la candidatura delle opere video, la cui selezione si affiancherà a un ampio calendario di incontri, laboratori e mostre, è pubblicato sul sito ufficiale di BEYOND MEDIA www.beyondmedia.it.

 

21 novembre 2008

Quante versioni di Palladio esistono? Nella lettura che Pietro Valle offre della mostra Andrea Palladio 500, allestita a Palazzo Barbaran da Porto e curata da Howard Burns e Guido Beltramini, il progetto di architettura diviene, per la prima volta con Palladio, prefigurazione aperta e mobile che si trasforma durante il processo di realizzazione e anche dopo di esso con l'attività di pubblicazione nei trattati. "Questa dinamicità -scrive Valle in ARCH'IT artland- gli consente di avere a disposizione un abaco di opzioni architettoniche ricombinabili capaci di interpretare le nuove esigenze funzionali e rappresentative della committenza: la villa suburbana, il palazzo, l'edificio religioso combinano riferimenti all'autorità dell'antico con schemi distributivi inediti che mutano e crescono di scala nel tempo offrendo soluzioni sempre più articolate. Questa strategia non si tramanda solamente da un edificio al successivo, è connaturata nel processo progettuale della singola struttura. La moltiplicazione di più versioni di piante e facciate presente in ogni disegno mostra che Palladio non cerca una rispondenza stretta tra progetto, realizzazione e pubblicazione." Il saggio è accompagnato da una presentazione della mostra, stesa da Chiara Roverotto. "È come se Andrea Palladio fosse incapace di essere normale. L'eccezionalità, la creatività, l'estrosità non sono che componenti del suo testamento", si legge nell'articolo ospitato da ARCH'IT files.

 

20 novembre 2008

"Domenica 16 novembre ero a pranzo da mia sorella. C'erano: mia zia, le mie cugine, mia madre, l'altra mia sorella, mio figlio piccolo e mia moglie. Abbiamo mangiato: anelli al forno (senza le melanzane perché a una delle mie cugine non piacciono) involtini alla palermitana, insalata, una torta al cioccolato, pistacchio e nocciola e dei deliziosi tranci alla ricotta e alla mousse di pistacchio. Avevo appena finito la torta che sento la suoneria del cellulare. È un amico: "Capisco che è domenica e tu sei a pranzo, ma questa non te la puoi perdere. Accendi la tv, Rai Uno, Domenica in. Subito. Ciao." E, misteriosamente, riattacca." Evviva l'Università, evviva la Ricerca, evviva la Televisione, evviva la Patria. Ugo Rosa scrive sui ricercatori di verità. In ARCH'IT lanterna magica.

 

13 novembre 2008

"È giunto il momento in cui, al trionfo delle pratiche relazionali, post-produttive e gestionali, che hanno alimentato il discorso sulla città e l'architettura, si opponga l'idea di progetto. Per progetto s'intende una pratica fondata sull'ideazione di qualcosa a venire, cioè sulla previsione e, soprattutto, sullo sforzo programmatico di elaborare i mezzi e le forme attraverso cui rendere effettiva l'ideazione stessa. Il progetto non è solo l'idea, esso è la messa a fuoco di un apparato di strumenti, di forme e di figure in grado di rendere intelligibile e, dunque, pubblica ed effettiva, l'idea. [...] Né inutili appelli all'ordine, né miraggi di un mondo "là fuori". Ritorno al progetto significa ritornare a riflettere sull'architettura, sui suoi strumenti, sulle sue forme e sulla sua storia." Pier Vittorio Aureli, Gabriele Mastrigli, Martino Tattara presentano in ARCH'IT files le premesse teoriche che accompagnano la mostra Una Visione per Bruxelles e la giornata di studi Giudizio Critico: Critica Architettonica e Politiche della Forma Urbana, in programma presso l'Academia Belgica di Roma.

 

11 novembre 2008

Le Carré Bleu festeggia i suoi cinquanta anni. Per l'occasione la Cité de l'Architecture et du Patrimoine organizza un incontro dedicato allo sviluppo sostenibile, da sempre fra i temi portanti della linea editoriale della rivista. Le mutazioni geopolitiche in Europa e nel mondo, la gestione a lungo termine delle risorse disponibili, l'avvenire delle nostre città, la salvaguardia del patrimonio architettonico sono alcuni degli argomenti che verranno affrontati attraverso una serie di dibattiti e tavole rotonde che vedono fra i protagonisti Philippe Fouquey, François Lapied, Catherine Blain, Massimo Pica Ciamarra, Fréderic Bonnet, Yona Friedman, Mario Cucinella e altri. Appuntamento l'8 dicembre a Parigi, alla Cité de l?Architecture et du Patrimoine, negli ambienti del Palais de Chaillot.

 

5 novembre 2008

Inizia oggi la terza edizione dei Mercoledì da NABA, il ciclo di incontri organizzati da NABA - Nuova Accademia di Belle Arti Milano per l'anno accademico 2008-2009. "Ideas Transfer" è il titolo di questa edizione che indaga la "trasferibilità" delle idee, perchè "le idee passano da una disciplina ad un'altra... nell'ipotesi della loro inevitabile dissolvenza. Le idee passano dal tempo ciclico, al tempo progettuale, al tempo utopico", spiega Alessandro Guerriero, presidente di NABA. Dal 5 novembre 2008 al 27 maggio 2009 NABA ospiterà designer, stilisti, progettisti "che in giro per il mondo concentrano i loro sforzi per modificare gli scenari di profitto attuali a favore di un arricchimento NO COST che ha come media dei valori diversi ma ugualmente scambiabili". Fra gli ospiti Marc Augé, Mario Marenco, Geert Lovink, Corrado Levi, Anthony Majanlahti.

 

31 ottobre 2008

Conclusione: la fine dell'età insostenibile. Una cartolina di Mario Carpo. "Questa è una cartolina virtuale da luoghi lontani e vicini che nei prossimi cinque o dieci anni potremo fare a meno di visitare: Dubai, Qatar, Shenzen, la City di Londra, Paris-La Défense, la maggior parte di Downtown Manhattan, etc. Sono le 13:30, ora dell'Europa Centrale, di venerdì 24 ottobre 2008, e vari siti web di informazione finanziaria hanno smesso di diagrammare i dati che continuano ad arrivare perché quasi tutti i numeri ormai sono fuori scala...". In ARCH'IT files.

 

25 ottobre 2008

Uno spazio vago, un dispositivo flessibile, una macchina sensoriale chiude la passeggiata del molo di Levante. Il progetto di Boeri Studio e Ghigos per la riqualificazione del locale Rock Island a Rimini. "Un vuoto che accoglie i riminesi prima ancora che i turisti -si legge nella relazione di progetto ospitata in ARCH'IT architetture-, a tutte le ore del giorno e della notte, un luogo sicuro e intimo, che porta verso il mare e restituisce alla fine una visione allargata e panoramica del fronte della città. E di questo seleziona alcune immagini specifiche: la spiaggia libera sullo sfondo della Rimini dei "bagni", l'entrare e uscire delle barche dalla darsena, il mare aperto che si frange contro le difese del porto. È uno spazio urbano senza quelle caratteristiche di servizio e rappresentatività che siamo soliti riconoscere a uno spazio urbano tradizionale."

 

25 ottobre 2008

La scuola. L'università. L'insegnamento. La cultura. I giovani? Il nostro futuro. La ricerca? Un investimento per il Paese. Tutto bene allora? Per niente. "Le maiuscole si dispongono sulle labbra ancora prima di trasferirsi sul foglio e, quando ci finiscono, si attorcono come la ferraglia nelle ringhiere di Victor Horta per schioccare poi, maestosamente, nel colpo di frusta finale. Chi le pronuncia s'illumina di buoni sentimenti. Si vedono compassati ordinari indignatissimi e talvolta urlanti, e non perché, nel corso della sessione di luglio, il bar tarda a portargli la granita, bensì perché qui e oggi è in gioco la sorte d'Italia. Di nuovo rullano i tamburi della rivolta. Ça ira, Ça ira...". Una nota di Ugo Rosa in ARCH'IT lanterna magica.

 

19 ottobre 2008

La parrocchia realizzata da Giuseppe Di Vita a San Cataldo in provincia di Caltanissetta se ne sta al sole e sorride, per quanto un'architettura può farlo. Così Ugo Rosa nel presentare quella che lui stesso definisce Santa Maria del Bronx. "La chiesa -scrive Ugo Rosa in ARCH'IT architetture- si trova in un quartiere popolare e di non specchiata reputazione (Bronx lo chiamano in paese...): e dunque? Altri si sarebbero, forse, rifugiati in una mistica introspezione, avrebbero creato cortili, chiusure, schermi. Giuseppe Di Vita no e, solo per questo, dovremmo essergli grati. Ha fatto di più: non solo non ha volto il battistero verso la parte interna del lotto ma l'ha rivolto (direi "polemicamente", se non lo conoscessi) verso la strada e verso il quartiere. Ciò che si vede da questa lanterna sono, infatti, proprio le case del quartiere, né più né meno. Nello stesso tempo la luce che da quelle case si vedrà, la sera, quando uomini e donne, forse stanchi, forse addolorati, forse sfiduciati, si sederanno a cena, sarà quella che affiora dal battistero di Santa Maria di Nazareth. In questo io trovo qualcosa di commovente e non saprei, neppure se lo volessi, spiegarvi perché."

 

18 ottobre 2008

Patrimonio "incorruttibile" e "corruttibilità" del presente. Il convegno curato da Carmen Andriani e organizzato dalla PARC - Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee come evento collaterale della 11. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia tende alla rilettura e alla ridefinizione di uno dei temi che maggiormente coinvolgono la progettazione del contemporaneo. L'iniziativa si svolgerà i prossimi 22 e 23 ottobre presso il Teatro Piccolo Arsenale. "Affrontato attraverso la sovrapposizione di diversi registri interpretativi il tema del patrimonio, è qui inteso in una accezione ampia ed inclusiva, in rapporto alle nuove forme della città e dell'abitare. Nell'arco di due giornate il convegno proporrà differenti livelli di lettura. Strutturato in tre parti (patrimonio vs nuove forme d'abitare, patrimonio vs sguardi incrociati, patrimonio vs architettura) alternerà agli interventi dei relatori, sequenze filmiche, video d'autore e quadri sonori come interpretazioni parallele ed autonome...". Tra i partecipanti Alfonso Berardinelli, Cristina Bianchetti, Manuel Blanco, Richard Burdett, Michel Corajoud, Francesco Dal Co, Michel Desvigne, Franco Farinelli, Vittorio Gregotti, Fulvio Irace, Junya Ishigami, Ludovico Micara, Carlo Olmo, Francesco Prosperetti, Franco Purini, Joseph Rykwert, Bernardo Secchi, Zheng Shiling, Eduardo Souto De Moura, Ai Wei Wei. Maggiori informazioni in ARCH'IT convegni.

 

3 ottobre 2008

Un ritratto vivente dell'Italia abusiva. Che mette insieme territorio e società e riconosce nel carattere molecolare dell'abusivismo i presupposti per un racconto plurale. Città latenti. Fabrizia Ippolito commenta il volume di Federico Zanfi. "Non c'è un'unica città abusiva -si legge nella recensione di Fabrizia Ippolito pubblicata in ARCH'IT books-, ma ci sono tante declinazioni di un fenomeno che non può essere liquidato con un'analisi quantitativa e un richiamo alle regole. Né può essere ridotto all'interno di un'estetica postmoderna. Il grigio apparentemente indistinto dell'immagine zenitale dell'urbano è composto da tante sfumature, che comprendono le tante diverse forme della città abusiva; la visione rassicurante di un mondo fondato sulla contrapposizione tra ordine e disordine è messa in crisi dai tanti tipi di contaminazione che quotidianamente costruiscono il territorio reale. Andare oltre la campitura dei retini per entrare nelle sfumature di quel grigio, e andare oltre le posizioni disciplinari sclerotizzate per cercare una nuova attenzione a quel territorio è un atto politico, che porta alla luce una città invisibile, con le sue tante sfaccettature, e la impone all'attenzione della politica e della pratica progettuale...".

 

2 ottobre 2008

Ci si è a tal punto abituati a considerare l'alitosi una forma di argomentazione che oramai siamo costretti a far confusione tra il vaporizzatore del deodorante e la penna stilografica. Ugo Rosa torna su una lettera di Don Milani. "Leggetela bene questa lettera -scrive Ugo Rosa in Il ponte di Barbiana, pubblicato in ARCH'IT lanterna magica-, perché ci chiama in causa. Noi, architetti. Noi, insegnanti. Noi, genitori. Noi figli. [...] A noi architetti mostra e spiega che cosa è un'opera d'architettura. Ai genitori e ai figli mostra e spiega che cos'è e come agisce una comunità cosciente di se stessa e una famiglia. Agli insegnanti mostra e spiega cosa vuol dire essere maestri. E lo fa senza sprecare un gesto e neppure una parola. Per questo, a più di quarant'anni dalla morte, i fascisti ancora lo odiano e pensano di poterne mettere al rogo il ricordo cospargendolo di gel...".

 

28 settembre 2008

L'architettura oltre agli edifici, ma anche al di là della funzione classica del progetto e della teoria come li abbiamo sempre conosciuti. Non è più possibile astrarsi e usare il distacco tra linguaggio e realtà come strumento critico di riflessione. Pietro Valle commenta l'ultima mostra della Biennale di Venezia. "La sensazione generale che deriva da questa Biennale -scrive Pietro Valle in ARCH'IT esposizioni- è che non vi sia più scarto tra architettura esibita e reale, perché quella in mostra o, meglio, l'architettura che mostra se stessa in ogni istante è l'unica possibile. Per affermare la propria dimensione spettacolare, essa deve, tuttavia, perdere per strada il costruito (come richiesto dai curatori), ma anche la ricerca e la teoria (come conseguenza dell'inseguimento di una comunicazione perenne). Non è possibile rilevare alcuna distanza tra ricerca e progetto, tra progetto e realizzazione, tra figurazione e realtà in una situazione in cui ogni istante di un processo corrisponde alla sua autorappresentazione pubblica e assorbe ogni sforzo dei progettisti."

 

24 settembre 2008

Cosa succede se si decide di far uscire il software dal proprio "isolamento" e di metterlo a confronto col caotico mondo dell'esperienza professionale? Nel presentare la ricerca di John Nastasi, Stefano Converso discute la possibilità di rompere alcuni dei recinti disciplinari. "È sostanzialmente questo -scrive Converso nell'articolo La forma oltre il software pubblicato in ARCH'IT extended play- il terreno con il quale ha deciso di confrontarsi John Nastasi, architetto che ha aperto nell'autunno del 2004 un programma di insegnamento interdisciplinare dal titolo "Product-Architecture Lab" presso lo Stevens Institute of Technology, una delle scuole di ingegneria più antiche dell'area di New York con sede a Hoboken, sulla sponda opposta a Manhattan dell'Hudson River."

 

21 settembre 2008

Vivacità culturale e incertezza identitaria. Nel commentare la mostra I Maestri e la Scena curata da Adolph Stiller e Luka Skansi e dedicata all'architettura slovena, Pietro Valle riflette sull'idea di appartenenza e sul confronto con le tendenze internazionali. Slowenien Architektur. Meister & Szene. "I pur abili progettisti sloveni -scrive Pietro Valle in ARCH'IT files- portano in evidenza i limiti di un'architettura che riduce tutto a formule e diagrammi, che si preoccupa più della diffusione invece di riflettere sul proprio significato. Persa in loro è quella dialettica tra locale, soprannazionale e globale che caratterizzava le generazioni precedenti. Forse esse anelavano a una possibilità di espressione all'interno di sistemi politici estranei che li dominavano, mentre ora, nella pacificazione liberista della nuova nazione slovena, questa tensione culturale non è più sentita...".

 

17 settembre 2008

"Difficile negarlo. Negli ultimi anni i nostri occhi si sono abituati a vedere scomparire gli spazi. L'orizzonte si è fatto denso, solido e pieno. Pieno di immobili, palazzine, palazzoni, villette, muri, recinzioni, divieti d'accesso". Alberto Iacovoni e Marialuisa Palumbo riflettono, in un intervento ospitato da ARCH'IT files su L'importanza del vuoto, scritto a margine di un recente articolo di Ilvo Diamanti. "Occorre salvare quello che resta ma anche e soprattutto costruire una cultura, una sensibilità comune, diffusa in ogni cittadino e certamente tra tutti gli amministratori, i progettisti e i tecnici coinvolti quotidianamente nel farsi della città, per l'importanza dello spazio vuoto, non solo come negativo del pieno, ma come spazio delle relazioni, tra le cose e tra le persone...".

 

16 settembre 2008

"Ogni riunione [...] era uno psicodramma nel quale le tensioni e le frustrazioni personali s'intrecciavano alla lettura critica della condizione presente e alle visioni oniriche sulla condizione futura. Ci definivamo i figli traditi del razionalismo, svuotato ormai della sua carica rivoluzionaria. E sostenevamo che il progetto d'architettura, privo d'inibizioni, preconcetti, formalismi e scuole, era l'unico strumento che ci apparteneva e su cui contavamo per capire il presente e immaginare il futuro". In vista della presentazione a Firenze della mostra ARCHIZOOM ASSOCIATI 1966-1974. Dall'onda pop alla superficie neutra, curata da Roberto Gargiani, Gilberto Corretti ricorda, in una nota pubblicata in ARCH'IT files, le vicende dell'esame di gruppo, La Città estrusa, che nel 1964 diede origine a un percorso che in seguito è stato chiamato Architettura Radicale.

 

14 settembre 2008

Nel contesto del programma europeo MACE (Metadata for Architectural Contents in Europe) si svolgerà a Venezia i prossimi 20 e 21 settembre il convegno On-line Repositories in Architecture, organizzato da Collaboratorio (Italia) e EAAE European Association for Architectural Education (Belgio) in corrispondenza con l'11. Mostra di Architettura della Biennale di Venezia. Il programma è teso alla definizione di criteri per l'interconnessione tra informazioni e archivi digitali di architettura nella prospettiva di facilitare il raggiungimento e la condivisione di contenuti spesso sparsi, autonomi e scollegati. Tre sessioni di lavoro, centrate sull'e-learning, sugli archivi, sui website inquadrano il congresso che vede un'ampia partecipazione di insigni studiosi e di specialisti.

 

7 settembre 2008

Toyo Ito accoppia all'interesse per i media elettronici e per tutto il mondo nuovo delle informazioni anche un sentire profondissimo e leggero allo stesso tempo verso gli elementi della natura. Antonino Saggio nell'introduzione al volume di Patrizia Mello dedicata a Ito digitale, recentemente pubblicato da Edilstampa. "Due opere -scrive Saggio nella nota Le forme dell'acqua ripubblicata in ARCH'IT coffee break- rivelano l'emergere di un tema che sarà sempre più caratteristico e decisivo in Ito sino alle ultime opere. La proposta per una Biblioteca universitaria a Parigi immaginata come un chip di un computer e in cui si anticipano alcuni temi successivi, e soprattutto l'allestimento della sala Sogni alla mostra Vision of Japan del 1992. In questa sala l'intero spazio è pervaso da un sentire continuo, trasformazionale, come sottomarino...'.

 

5 settembre 2008

011+ Architetture made in Torino. Quella che si ritrova a Torino, scrive Luca Molinari nel commentare il volume curato da Davide Tommaso Ferrando, è "una dimensione composita che si muove tra l'università, il territorio, una relazione consapevole e attiva con il dibattito e la produzione contemporanea, e una pratica sperimentale sulla materia dell'architettura e i suoi strumenti operativi. È la generazione che sancisce il definitivo superamento della separazione dolorosa e masochistica tra professionismo e ricerca, ma che soprattutto sta tracciando oggi la possibilità di una via originale dell'architettura italiana alla contemporaneità, cercando di evitare le pericolose strettoie tra il folclore rassicurante dello stile regionale e la deriva del secondo International Style...". Il saggio Una generazione "post" per una città che cambia è ospitato in ARCH'IT files.

 

5 settembre 2008

Un luogo non comune. un contesto urbano disordinato e diviso tra permanenze della cittadina rurale e interventi di edilizia recente. Qui l'Atelier Fleuriste di ELASTICO SPA a Chieri, Torino. "L'intervento è articolato in due blocchi edilizi -si legge nella relazione di progetto pubblicata in ARCH'IT architetture-, formalmente molto diversi, concepiti l'uno come una grande vetrina-piazza su via Andezeno, l'altro come un padiglione isolato all'interno del giardino aperto al pubblico, visibile dalla strada attraverso scorci prospettici. La ristrutturazione dell'edificio a cortina prevede il mantenimento della porzione centrale in tutti i suoi caratteri -le coperture voltate, i serramenti, gli intonaci e le decorazioni– mentre ai lati la sagoma originale dell'edificio è ricostruita da una grande vetrata a tutta altezza verso strada e da una pelle cangiante in rame verso il cortile...".

 

25 agosto 2008

Paesaggio è diventata la parola passe-partout di questo inizio di millennio, applicabile a ogni operazione di trasformazione ambientale. Nell'analisi di Giovanni Corbellini, un collettore di significati sempre più vasti e contraddittori. "L'intrinseca ambiguità della questione paesaggistica -scrive Corbellini in ARCH'IT parole chiave- emerge peraltro fin dagli inizi della riflessione teorica sull'argomento. Già Humboldt (Kosmos. Entwurf einer physischen Weltbeschreibung, Cotta, 1845) aveva sottolineato, ad esempio, l'ambivalente capacità del termine di definire insieme l'oggetto e le sue rappresentazioni, una condizione ripercorsa tra gli altri da Augustin Berque, in Les raisons du paysage, Hazan, 1995, e da Alain Roger, nel Court traité du paysage, Gallimard, 1997. La derivazione della parola da un genere pittorico -per le lingue romanze- o da una attitudine dello sguardo -per quelle germaniche e anglosassoni- parla tuttavia di una forte prevalenza della componente soggettiva e delle sue intersezioni con la storia e la cultura (Berque sostiene che solo poche civiltà -l'Europa dopo il Rinascimento, la Cina...- possono dirsi propriamente paesaggistiche). Ne consegue che i paesaggi sono tanti quante sono le modalità di percezione-proiezione che di volta in volta vengono messe in azione, dando luogo a inevitabli frizioni interpretative...".

 

25 agosto 2008

Due lastre metalliche disposte orizzontalmente, a quote e a temperature diverse. Digestible gulf stream di Philippe Rahm architectes è un manifesto di architettura metereologica che si presenta attraverso il suggerimento di potenziali condizioni spaziali, di situazioni sottilmente immaginate, senza alcuna funzione aggiunta. ARCH'IT architetture offre un'anticipazione del progetto che Philippe Rahm ha scelto di far vivere anche attraverso un fumetto realizzato dal giovane illustratore Piero Macola, invitato a offrire la sua personale interpretazione. "The traditional field of architecture thus expands -scrive Philippe Rahm-, operating on both the atmospheric and gastronomic scales, breaking down the barriers between internal and external, body and space, neurology and physiology. The sensations of hot and cold may be perceived as much inside the body (diet) as outside (atmosphere). So the question of diet also comes into the field of architecture, on a par with its climatic dimension. Our architecture extends between the microscopic and the macroscopic, the gastronomic and the atmospheric, the visible and the invisible."

 

19 agosto 2008

Aura, tracce e caos. La ricostruzione dello studio di Francis Bacon alla Hugh Lane Gallery a Dublino è un'incredibile operazione di esplorazione ambientale incentrata sul ruolo dello studio nella creazione artistica e sul potere delle rappresentazioni nel costruire un'archeologia del caos. Pietro Valle analizza l'atelier dell'artista. "Lo studio -scrive Pietro Valle in ARCH'IT artland- è la materializzazione di forze che si toccano e relazionano corpo, sguardo, quadro, oggetti e spazio. Il caos è funzionale a rifuggere forme definitive: il ruolo di figura si sposta continuamente tra questi elementi, tra le loro dimensioni apparentemente diverse in una sorta di coabitazione dinamica. Il compiere l'opera attiva l'ambiente, lo rende espansivo, sembra dischiudere uno spazio dai limiti insondabili. In esso, le parti non appartengono, sono sempre fuori luogo, si rimescolano in continuazione...".

 

19 agosto 2008

Il cervello, il corpo, il funzionamento dei muscoli con i vari scatti effettuati durante la corsa di un atleta, non sono altro che sperimentazioni di un percorso da divorare con precoce prontezza linguistica piegando qualunque forma artistica ai suoi appetiti espressivi. Chiara Roverotto ha visitato la retrospettiva di Bacon a Palazzo Reale a Milano, dove emerge "un inventario di centinaia di vite private e da esse vengono molte risposte sia sul piano tecnico che su quello prettamente pittorico. La scelta dei colori è sempre fondamentale, importante quasi i personaggi avessero una sorta di doppia vita ingabbiati in figure geometriche e in prospettive che trovano comunque un minimo di equilibrio tra il loro naturale, inevitabile senso di ingiustizia, l'alienazione nei confronti del sistema e la loro stringente necessità di sopravvivere ritagliandosi un posto all'interno di una tela." In ARCH'IT files.

 

18 agosto 2008

La ricerca di una complicità per costruire un paesaggio ambiguo, in tensione tra diversi contrasti in cui nulla è netto né definito. E per questo straniante e accogliente allo stesso tempo. L'Arcobaleno di Nabito, intervista di Gianfranco Bombaci, in ARCH'IT files. "Le città si reinventano al loro interno -dicono Alessandra Faticanti e Roberto Ferlito di Nabito- e allo stesso tempo si espandono verso l'esterno. L'incontro con la geografia non è più possibile dominarlo solo attraverso il disegno paesaggista, ma diviene esuberante fusione, idea della già tanto dibattuta formalizzazione topografica. La città cessa di essere uno scenario fisso, individuato, circoscritto. Il cambio della mobilità, e delle nuove e nuovissime tecnologie, ha prodotto nel tempo, non solo un'esplosione della città nel territorio, ma a sua volta un ritorno alla città, un'implosione; diremmo un flusso costante di input e di output tra città e territorio...".

 

24 luglio 2008

Nessun tour de force geometrico nel Digital Water Pavilion recentemente inaugurato nell'ambito dell'Expo di Saragozza. Antoine Picon torna a riflettere sulla ricerca del gruppo di Carlo Ratti e Walter Nicolino, e sul loro punto di vista sul digitale in architettura. "L'avvento del digitale -scrive Antoine Picon nel saggio Digital Minimal pubblicato nel catalogo Electa e offerto ai lettori di ARCH'IT nella sezione extended play- costituisce una sfida al design molto più grande di quella che le prime fasi dell'era meccanica presentarono all'architettura. Al contrario di quanto accadde per l'automobile o l'aeroplano, la mobilità oggi non è rappresentata da oggetti che possano diventare fonte diretta d'ispirazione per l'architetto. L'era digitale è popolata da 'quasi oggetti' piuttosto che da 'individualità tecnologiche' completamente sviluppate come le macchine tradizionali. Le reti e i campi a cui questi 'quasi oggetti' appartengono sono più significativi della loro apparenza e della loro intima struttura. Forse per la prima volta l'architettura deve confrontarsi con una realtà profondamente non-tettonica, una realtà che presenta un alto grado di ridondanza che la rende ulteriormente distante da ciò che viene apprezzato in architettura...".

 

22 luglio 2008

Una grande scatola, un circo, una macchina da festa. Matteo Costanzo commenta il progetto di Baukuh elaborato in occasione del concorso per il Padiglione Italiano all'Expo Universale di Shanghai del 2010. "Questa cornice funzionale -scrive Matteo Costanzo in ARCH'IT architetture- diventa la base per una struttura tridimensionale di travi reticolari. Tali travi in acciaio formano un intreccio formale che definisce il limite superiore del volume alla quota di 20 metri, realizzando un enorme vuoto al suo interno. A questa trave reticolare spaziale viene appesa, tramite una serie di cavi, una struttura secondaria di centine in alluminio che sostiene e modella una superficie di tessuto che dà forma al vuoto interno: un controsoffitto profondo 15 metri che contiene spazi sospesi a 5 metri dal suolo calpestabile del padiglione." "Nel tetto -annota Baukuh- restano impresse le tracce di un edificio invisibile, rapito in un'altra dimensione temporale, poco importa se nel futuro o nel passato. Tale enorme entità volumetrica galleggia come una rovina di cui si siano perdute, una volta tanto, le fondazioni invece che le volte."

 

23 giugno 2008

Le formule di Sadar Vuga arhitekti -annota Marco Ragonese in ARCH'IT files- non sono univoche ma costituiscono una sorta di sistema aperto pronto a essere sviluppato nel tempo attraverso le sperimentazioni progettuali. "Il blocco di residenze per la cittadina slovena (una piccola Berlino Est fino al 2005, quando venne rimossa la divisione con Gorizia, la sua parte italiana) si presenta come un chiaro volume di cinque piani, piegato attorno a un grande giardino comune che rappresenta una novità in una città pensata secondo criteri "socialisti", dove i blocchi residenziali non dispongono di superfici di pertinenza esclusiva. Il ricorso ad aperture sovradimensionate trasforma la geografia domestica, portando all'interno il giardino e la città ed esponendo allo stesso tempo gli abitanti a una più intensa socialità. Le grosse cornici delle finestre si estroflettono poi a formare balconi in lamiera traforata secondo un aggraziato e spiazzante motivo floreale."

 

22 giugno 2008

Il vento -scrive Ugo Rosa nel presentare in ARCH'IT lanterna magica un nuovo frammento dal Trattato inedito d'autore ignoto-, nell'atto di descriversi e di descriverci il mondo, contribuisce alla sua comprensione, fa sì che noi non ci muoviamo alla cieca. "Dà voce alla città ed è con la sua voce che gli edifici cantano. Certo non è facile percepire, oggi, quel canto: ed è questa, forse, una delle ragioni per cui l'architettura, sotto i nostri occhi indifferenti e priva del nostro ascolto, muore. [...] In quelle mattinate che sembrano avere nostalgia della sera e che, ogni tanto, si assopiscono sotto una nuvola, il vento fa affiorare la città e la lascia cantare: in un piccolo vortice di polvere, in un'imposta che sbatte, nel silenzioso movimento con cui una donna si affretta a trattenere il suo vestito."

 

19 giugno 2008

Un piano, un progetto di trasformazione territoriale pensato come uno spartito che indichi delle linee guida per dei brani di improvvisazione. L'ultima utopia. Marialuisa Palumbo racconta la vicenda della consultazione progettuale per Almere Hout. "L'interesse della proposta di ma0 -scrive Marialuisa Palumbo in ARCH'IT files approfondendo il contributo progettuale del gruppo italiano coinvolto nell'intervento- non è soltanto quello di suggerire un meccanismo per rendere protagonisti gli abitanti nella costruzione del nuovo spazio urbano ma forse è anche e soprattutto il non rinunciare a una utopia ancora più complessa che ha a che fare con la ricerca degli strumenti propri dell'architettura per incidere sui modi d'uso dello spazio così che la libertà individuale vada insieme ad una visione collettiva. Perché a questa visione è impossibile rinunciare se ciò cui si mira è una città e non semplicemente una somma di lotti e di edifici. Questo equilibrio, tra visione complessiva e azione individuale è l'utopia di un progetto urbano liberato..."

 

19 giugno 2008

Un approccio molto personale, che ha saputo fare della dinamica geopolitica locale un potente scenario di sviluppo e sperimentazione di proposte progettuali avanzate, sfruttando fino in fondo le contraddizioni e le pulsioni di una condizione periferica per estrarne paradossali occasioni di estrema specificità. Sadar Vuga Arhitekti. Formula New Ljubljana. Una lettura di Giovanni Corbellini del volume pubblicato da Actar. "Se la ricerca ornamentale appare quasi inevitabile in una terra dove il viso di Plecnik era stampato sulle banconote e il suo progetto per il Parlamento sloveno campeggia ora sulla moneta da dieci centesimi di euro -scrive Corbellini in ARCH'IT books review-, bisogna riconoscere a Sadar e Vuga di reinventarne continuamente i presupposti, facendola reagire con le condizioni specifiche di ogni occasione e di ogni sito. Assistiamo così al passaggio dalla monumentalità della Camera di commercio, con la sua catasta di ferro e vetro a dominare una piazza "inventata" dagli architetti, alla pseudo-natura disegnata per l'hotel Casino Park, dalla finta-vera facciata modernista del Business Centre Tivoli (una sorta di consolidamento delle riproduzioni che coprono i ponteggi degli edifici in restauro) alla soluzione op-art del magazzino Müller."

 

26 maggio 2008

Rappresentazioni incongrue, dettagli superflui, macchie di colore, trasposizioni incomprensibili. E i titoli fanno emergere quello che manca alla figurazione. Pietro Valle racconta il fallimento pianificato della pittura di Luc Tuymans. "Il fallimento pianificato da Tuymans -scrive Pietro Valle in ARCH'IT artland- avviene a più livelli: la tecnica pittorica non rende l'immagine, l'immagine non si rende comprensibile, non si capisce quale sia la sua fonte, non c'è connessione tra rappresentazione e titolo, non si sa se essa abbia un significato condiviso o privato, non si sa, alfine, quello che l'immagine ricorda. Tutto questo fa parte di una deliberata strategia di lavoro critico sulla figurazione contemporanea. La comunicazione di massa ha ampliato il divario tra significante e significati, qualunque messaggio può essere attribuito a qualunque figura da chiunque e questa possibilità porta alla assoluta equivalenza di bene e male, valore e non valore, pubblico e privato, impegno e disimpegno."

 

23 maggio 2008

Il prossimo ottobre, dal 3 all'8, si svolgerà a Melbourne la terza edizione di URBAN SCREENS, il progetto dedicato alla riflessione sugli schermi digitali integrati in ambito urbano e sulle loro potenzialità come veicolo di comunicazione. La crescente presenza di immagini in movimento negli spazi pubblici è l'espressione di un interesse che coinvolge più competenze, dai progettisti che inseriscono lo schermo nelle loro architetture, alle varie figure che curano i contenuti dei displays. Nell'intento degli animatori di URBAN SCREENS il prossimo appuntamento di Melbourne sarà l'occasione per l'incontro di architetti, paesaggisti, curatori di mostre, programmatori di software, intellettuali e altre professionalità che potranno confrontare le proprie esperienze grazie ad un programma integrato di lecture, workshop, proiezioni e presentazioni di progetti multimediali. Artisti, filmmaker, multimedia e interaction designers interessati a partecipare hanno tempo fino al 31 di maggio per proporre i propri lavori al comitato scientifico. (Paola Ricco)

 

23 maggio 2008

GO CIVIC, il concorso di progettazione bandito dal Comune di Prato per la realizzazione di due scuole materne, avrà presto i suoi vincitori. Il sito ufficiale anticipa alcune immagini estratte da ciascuno dei progetti vincitori, selezionati dalla giuria presieduta da Herman Hertzberger e composta, fra gli altri, da Fabrizio Gallanti, Luca Molinari, Marco Meozzi. L'ordine con cui sono presentate è quello del codice progressivo attribuito dalla segreteria in fase di istruttoria. La classifica verrà resa nota il 6 giugno 2008 presso la Sala del Consiglio Comunale, contemporaneamente all'apertura delle buste. "Sarebbe un gran bene che architetti e educatori collaborassero di più e più spesso per generare i luoghi cruciali della nostra società -scrive Gallanti su "Abitare" all'indomani dei lavori della giuria-. Beh a Prato già lo fanno, e incredibilmente bene."

 

15 maggio 2008

La città contemporanea mette in discussione non tanto l'autonomia del linguaggio architettonico in sé ma piuttosto l'insieme di rapporti all'interno dei quali il linguaggio si dà come possibile. Nicolò Privileggio introduce il tema del volume La città come testo critico, recentemente pubblicato da Franco Angeli e da lui stesso curato. "Non si tratta tanto di chiedersi come "rappresentare" o "significare" la condizione urbana attraverso il singolo fatto architettonico, mimandone dal proprio interno la complessità o la frammentazione ma all'opposto -scrive Nicolò Privileggio nell'estratto del saggio che conclude il volume, ospitato in ARCH'IT files- si tratta di capire come l'architettura possa costruire un "linguaggio della città", linguaggio cioè attraverso il quale la forma della città si manifesti come luogo concreto e visibile della coscienza sociale."

 

10 maggio 2008

Marco Della Torre ha scelto di esplorare la progettazione di opere d'arte, affiancando importanti artisti internazionali nella realizzazione di installazioni di grande scala, e operando un originale crossover tra architettura, allestimento, product design, comunicazione e attività artistica tout-court. "Quello che più mi ha insegnato questa esperienza a contatto con il mondo dell'arte contemporanea -dice Marco Della Torre nell'intervista pubblicata in ARCH'IT artland- è la condizione mentale di porsi dell'esterno della nostra propria disciplina... L'arte contemporanea può coinvolgere tutta la sfera dell'abitare fino alla dimensione di paesaggio urbano e territoriale. Questo vuol dire che bisogna saper gestire e allestire opere all'interno di un museo come anche nel paesaggio in mezzo ai monti, in una stazione ferroviaria o in uno stadio...".

 

9 maggio 2008

Il PICNIC al Tempio, workshop di progetto e costruzione istantanea ideato da Marco Navarra -organizzato da NOWA con l'associazione Erremix- per il Giardino Arena, la stazione del Parco Lineare che si sviluppa tra Caltagirone e Piazza Armerina da lui progettato, sta coinvolgendo in questi giorni un grande gruppo di studenti e neolaureati in architettura, agraria e arte. I partecipanti, immersi nella natura siciliana, sono sollecitati a interagire con il paesaggio, a immaginare nuovi scenari attraverso l'architettura, la scrittura, la grafica, il video, la fotografia. Uno dei primi prodotti del laboratorio è il "Corriere dei Pic": un foglio con una scadenza quotidiana che accompagna, segue e precede i lavori del PICNIC. La redazione è formata dal team picPapers, tutor Alessandro Rocca, e ha la sua base operativa nei locali della ex stazione di San Michele di Ganzaria. Compito del giornalino è la documentazione, in presa diretta, dello svolgimento dei laboratori. Nel difficile compito di inseguire artisti e progettisti tra campi, fiumi e tracciati abbandonati della valle del Tempio, i reporter sono affiancati dalla squadra dei fotografi, tutor Peppe Maisto, che fornisce in tempo reale le immagini delle attività in corso. In questi giorni il "Corrierino" esce ogni mattina, in forma cartacea ed elettronica, e alla fine della settimana si condenserà in una pubblicazione definitiva, catalogo ultra light dell'iniziativa.

 

7 maggio 2008

Trenta case neozelandesi a Firenze. Si inaugura il prossimo 10 maggio alle ore 11:30 presso la Gipsoteca dell'Istituto Statale d'Arte di Porta Romana l'esposizione "Trenta Case/Thirty Houses in New Zealand". La mostra presenta, attraverso trenta progetti di abitazioni unifamiliari realizzate da quindici studi di Auckland, una serie di riflessioni sul concetto di abitazione. Individualità e sorpresa accomunano i progetti, così come la costante interruzione del processo logico e razionale del costruire: ogni lavoro contiene una serie di allusioni, a volte inattese oppure oscure, utopistiche, introverse. Molti dei progetti scelti sono di piccola scala, ma tutt'altro che modesti per la loro qualità. La mostra è stata originata da alcuni accordi di cooperazione e scambio in corso tra istituzioni toscane e neozelandesi: il New Zealand Institute of Architects (NZIA), il Collegio degli Architetti di Prato, la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Firenze e la School of Architecture and Landscape Architecture (ScALA) dell'Unitec Institute of Technology di Auckland. L'esposizione sarà aperta al pubblico fino al prossimo 10 luglio. Maggiori informazioni in ARCH'IT mostre. (Elisabetta Mori)

 

6 maggio 2008

Un giardino, allo stesso tempo frutteto e orto. Un menù a Km 0. Più prodotti della terra mangeremo, più il paesaggio si arricchirà. Le jardin qu'on mange, progetto di Toraldo Di Francia, Panzini, Antonelli, Feliciani, Petrini selezionato dal Festival International des Jardins de Chaumont-sur-Loire. "Si trovano al suo interno citazioni di antiche tecniche agricole, come la vite maritata agli alberi da frutta e il giardino dei semplici, che era l'orto medioevale in cui i monaci coltivavano le piante officinali. Una grande tavola, completamente immersa nell'atmosfera del mondo agricolo, esce dal suolo per raccoglierne i prodotti e allo stesso tempo creare un luogo di condivisione e scambi...". In ARCH'IT architetture.

 

4 maggio 2008

Le allucinanti procedure alle frontiere e la difficile mobilità per chi vive dalla parte "sbagliata". Un racconto in prima persona sullo spazio al limite. Giovanni Corbellini presenta Arcipelaghi e enclave di Alessandro Petti. "Impariamo -scrive Giovanni Corbellini nella sua recensione pubblicata in ARCH'IT books review- a riconoscere lo spessore operativo del limite, la sua caratteristica spaziale piuttosto che lineare. Sorridiamo amari alla descrizione del simulacro di frontiera allestito dall'Autorità palestinese in un luogo funzionalmente e topologicamente disconesso dalla realtà del confine. Solidarizziamo con l'iniziativa estemporanea di spianare il terreno di un uliveto con un trattore per poter saltare in taxi un posto di blocco... Tocchiamo con mano, soprattutto, le assurde difficoltà nelle quali si svolgono le vite quotidiane di famiglie e persone prese in questo meccanismo...".

 

3 maggio 2008

Ecco un nuovo prodotto dell'Italia che cambia: il fasci-fashion. "Già gli architetti accorrono -scrive Ugo Rosa in Roma città eterna, oggi pubblicato in ARCH'IT lanterna magica-: bravo di qui e bravo di là, era ora, finalmente è finito il potere bolscevico, viva la cristianità e viva la patria. Il cretinismo in Italia non solo plaude a se stesso, che sarebbe perfino normale, ma è applaudito da manipoli di altri cretini che non vedono l'ora di mostrare al mondo quanti sono e quanto contano. Roma, come ogni altro angolo d'Italia, è devastata dalle porcherie: praticamente non si costruisce altro. La percentuale delle architetture buone o anche solo decenti è tale da non potere, probabilmente, neppure essere computata percentualmente. Ma ecco che arriva uno che sembra uscito dai cartoni di Grattachecca e Fichetto e che fa? Proclama al mondo la necessità improcrastinabile di demolirne una, perché la città eterna non può tollerarne la presenza."

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