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22 luglio 2010
Al via l'iniziativa Piazza dell'architettura, promossa dall'Ordine APPC di Trieste in collaborazione con il Comune di Trieste, Assessorato alla cultura, con la partecipazione di numerosi soggetti pubblici e privati, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste. Sotto questo titolo dal 24 luglio al 7 agosto 2010 Trieste ospita un programma di eventi, mostre, attività dedicati all'architettura contemporanea che si articoleranno intorno a un ciclo di incontri, curati da Elena Carlini e Luciano Lazzari, che verteranno principalmente su tre temi: il paesaggio e il verde urbano, l'housing, le visioni urbane. Maggiori informazioni in ARCH'IT Convegni. 19 luglio 2010 La pianificazione e la progettazione, specialmente nel modello grandi eventi, non possono più prescindere dal considerare l'incertezza alla stregua di una categoria progettuale, iniziando a elaborare strategie in risposta, come alcuni progetti di trasformazione hanno cominciato a fare. In ARCH'IT Clippings Alcune note di Margot Pellegrino sull'articolo dedicato ai grandi eventi ai tempi della crisi pubblicato, a cura di Silvia Tozzi, in "Abitare Special". 18 luglio 2010 Un paesaggio diviso in blocchi separati e una crescente erosione uniscono rocce, abitato e tessuto sociale di Marsiglia. Pietro Valle, una lettura di Marsiglia, dello scarto che qui si produce tra la morfologia architettonica imposta e la sua effettiva utilizzazione da parte degli abitanti. "Ci sono movimenti sociali interstiziali densissimi -si legge in Marsiglia interrotta, pubblicato in ARCH'IT Artland- e l'architettura non corrisponde a quello che mostra all'esterno, con una "migrazione" continua degli usi, degli spazi e dei significati. I ceti popolari, le migliaia d’immigrati maghrebini che animano il centro, occupano gli edifici moderni in modo intensivo quasi essi fossero una sorta di rovina vivente da colonizzare. [...] La città è consumata dai corpi che la abitano, i volti sono segnati dall'intensità della promiscuità spaziale. La patina grigia che ricopre la pietra gialla degli edifici di Marsiglia è l'indice della sua urbanità, l'erosione archeologica (e geologica) dei quartieri indica la vitalità dei suoi abitanti." 15 giugno 2010 Il prossimo 16 giugno alle ore 17:00 sarà presentato dai progettisti presso lo spazio mostre Guido Nardi del Politecnico di Milano, via Ampère 2, il progetto MilanoStadtKrone2030 (MSK) in forma di osservazioni al Piano di Governo del Territorio (PGT) in adozione da parte del Comune di Milano. Il progetto, che resterà esposto fino al 30 giugno 2010 insieme alle due precedenti sperimentazioni progettuali No-spot city e Aequus Actor curate dell'Architectural & Urban Forum (AUFO), in accordo con le strategie di densificazione e di crescita "della città nella città" proposte dal PGT, ritiene indispensabile proporre forme nuove di urbanità basate sulle strategie del minimo consumo di suolo e dell'alta densità, compatibili con un sinergico uso del mezzo di trasporto privato e del sistema di mezzi pubblici. Per questo individua, tra l'altro, l'edificazione di una corona di oggetti archi urbani -progettati 15 studi di architettura internazionali- nel territorio comunale milanese, ognuno dei quali destinato a dare abitazione e servizi a 25.000 cittadini, per un totale di 300.000 nuovi abitanti, come previsto dallo strumento urbanistico comunale. Una tavola rotonda di dibattito, a cui prenderanno parte Marco Biraghi, Marco Brizzi, Ernesto d'Alfonso, Lorenzo Degli Esposti, Augusto Iossa Fasano, Antonio Migliacci, Guglielmo Mozzoni e Bert Theis, avrà luogo in occasione dell'apertura della mostra. 8 giugno 2010 INDEX URBIS, Festa dell'Architettura di Roma, è l'evento più atteso per il mese di giugno (dal 9 al 12). A cura di Francesco Garofalo, promosso dal Comune di Roma, dalla Casa dell'Architettura e dall'Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma, INDEX URBIS affronta i "nodi della città contemporanea, dai Fori all'area metropolitana". Un percorso complesso e attuale che coinvolge alcuni fra i protagonisti più acuti della cultura progettuale internazionale. Fra questi Álvaro Siza Vieira, Bernard Tschumi, Eduardo Souto De Moura, Stefano Boeri, Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal, Grafton Architects, Richard Burdett, Carlo Ratti, insieme all'economista e filosofo Serge Latouche, al sociologo Alessandro Dal Lago, allo scrittore Walter Siti, a Ruggero Pierantoni. La Festa coinvolge la città oltre i giorni e i luoghi del programma ufficiale attraverso un ricco calendario di eventi collaterali, fra i quali la mostra 2A+P/A. THE POP OUT SHOW (dal 4 al 18 giugno) e il convegno Re-Use the City (8 giugno). Le sedi degli eventi sono numerose e la loro distribuzione coinvolge tutta la città. Attivo anche un blog dedicato che riporterà nei luoghi della Festa i contributi anche di chi non sarà presente fisicamente. (Francesca Oddo) 3 giugno 2010 Ogni modo di intendere la Città, così come qualunque sua forma di negazione, è opinione, espressione di preferenza, mito, fede, interpretazione, ipotesi, volontà progettante, dunque sempre smentibile, sempre esposta al fallimento. Francesco Ventura commenta il volume di Mario Guido Cusmano, Le parole della città. Viaggio nel lessico urbano. "Ne consegue -scrive Francesco Ventura in ARCH'IT Books- che, in linea di principio, non si dà un'opinione, una preferenza, un'interpretazione, un'ipotesi che possa prevalere sulle altre in forza delle sue pretese "virtù", ossia in forza di se stessa, della sua propria evidenza, o perché ad alcuni accada di smentirsi nel tentativo di negarla o di volerla oltrepassare. Evidente è il divenire e, nel pensiero del nostro tempo, solo il divenire, proprio perché è la più perentoria, irrevocabile negazione di ogni immutabile..."
3 giugno 2010 Sei progetti raccontano l'attuale ricerca dello studio di architettura 2A+P/A. La mostra The Pop Out Show, a cura di Peter T. Lang e Patrizia Ferri, organizzata in collaborazione con Mario De Candia e Paolo Di Capua, presenterà sei progetti rappresentativi della attuale ricerca architettonica dello studio romano: la nuova Facoltà di Architettura di Delft in Olanda, il Pop Music Center di Taipei a Taiwan, un complesso di abitazioni a Tartu in Estonia, un molo attrezzato per il porto di Dunkerque in Francia, il prototipo di unità abitativa "Condominio Produttivo" e il nuovo Museo di Maribor in Slovenia. La mostra, aperta dal 4 al 18 giugno 2010 (vernissage giovedì 3 giugno alle ore 18:00), è un evento collaterale della prima edizione della Festa dell'Architettura di Roma "Index Urbis" a cura di Francesco Garofalo, è patrocinata dall'Istituto Nazionale di Architettura IN/ARCH Lazio ed è supportata nella comunicazione da Image. Maggiori informazioni in ARCH'IT Mostre. 24 maggio 2010 Il nuovo progetto nel piccolo paese di Treppo Carnico appare come assoluto e al tempo stesso invisibile: più determinante per ciò che crea rispetto a ciò che è in sé. Kester Rattenbury presenta la piazza realizzata da Carlini & Valle. "Dunque quello che avrebbe potuto essere un semplice nulla funzionale -con le sue premesse puramente infrastrutturali- o un palese esercizio di intenzionalità architettonica -con i piani obliqui che si ripiegano e i rimandi metaforici alle valli- diviene invece un progetto estremamente generoso, dove una situazione inizialmente poco promettente è trasformata in uno splendido spazio pubblico attraverso l'immaginazione e attenzione progettuale." In ARCH'IT Architetture. 8 maggio 2010 Una griglia astratta all'interno della quale prende vita la città cinese, archetipo della metropoli contemporanea. La mostra di Map Office, The Chinese Box allestita da IaN+ alle Officine Farneto a Roma. Una nota di Anne Palopoli racconta come "nella visione di chi guarda entreranno in relazione costante questi tre percorsi: quello di Map Office, quello dell'allestimento di IaN+ e quello dello spazio di Del Debbio. Così l'intreccio non può che proporre continui e differenti livelli di lettura. E il visitatore è chiamato a crearsi un suo proprio percorso, un itinerario personale, appropriandosi degli elementi che ritiene più significativi e tralasciando gli altri...". In ARCH'IT Files. 7 maggio 2010 The orientation of work worldwide has the potential to match very specific local elements with a huge global knowledge. Silvio Carta ha intervistato Tobias Wallisser di LAVA (Laboratory for Visionary Architecture). "The directors of LAVA, Chris Bosse, Tobias Wallisser and Alexander Rieck have, in a way, a fairly conventional professional background: they graduated from university, practiced in an office and became more experienced over time. Their names appear in more than their fair share of some of the most well-respected architecture firms worldwide. [...] After attaining a certain professional level, some architects opt to dedicate themselves to the projects of one particular office and to rise to a position of responsibility, perhaps becoming a partner. Others choose to quit working for an established firm to start their own practice. LAVA's founding members chose the latter route. But once set up, LAVA's methods began to feature such innovation -scrive Silvio Carta in ARCH'IT Files- that they could be considered as a new approach to a worldwide design process..." 22 aprile 2010 L'immobilità sostanziale racconta la presenza fisica dell'architettura. Ci ricorda una volta ancora la materialità e la sostanza che l'architettura, in ultima analisi, richiede. Il saggio di Rafael Moneo, pubblicato originariamente sul bollettino "CIRCO" nel 1995. "Sono d'accordo con quelli che dicono che l'architettura è un prodotto della mente -scrive Moneo nel saggio ripubblicato, con traduzione e un commento di Raffaella Sacchetti, in ARCH'IT Clippings- e che come tale può essere pensata, rappresentata, descritta. Sono anche disposto ad ammettere l'uso metaforico che si fa continuamente della parola architettura e, comunque, secondo me l'architettura trascende il suo effettivo scopo e raggiunge il suo vero status quando si realizza, quando acquisisce il suo essere in quanto oggetto, quando si converte nella materialità del costruito e prende la forma di edificio. L'architettura è materialmente intrappolata nella costruzione e raggiunge la sua autentica consistenza grazie all'uso di un linguaggio che fissa il suo essere in ciò che Borchers ha chiamato immobilità sostanziale." 18 aprile 2010 "Non so se riuscirai a dedicare un ritaglio del tuo tempo alla visita della casetta dei genitori di Le Corbusier a Vevey. Suppongo di sì..." Fermo scrive a Lucia una nuova lettera: Autori senza parole. "So che sei diligente e che ti vergogneresti di confessare di essere stata sul lago Lemano senza visitare la petite maison... trascurerai invece, suppongo, un'altra casa, che si trova a non molti chilometri da lì, affacciata sul lago, di Zurigo, a Bolingen. Se l'è costruita nientemeno che Carl Gustav Jung nel corso di tutta la sua vita e, infine, ci è morto. Se guardi le sue foto nel corso degli anni, dal 1923 al 1955, ti accorgerai che essa, progressivamente, si avvicina all'acqua e l'ultima stanza costruita, quella in cui Jung volle morire, vi si bagna. Man mano che la morte si avvicinava Jung si accostava al lago. Lo trascurerai, comunque, perché essa non rientra, mi pare, negli itinerari prescritti a un giovane architetto il cui tempo è, lo so benissimo, prezioso...". 14 aprile 2010 The Chinese Box. La ricerca condotta di Map Office, fondato nel 1996 a Hong Kong da Laurent Gutierrez e Valerie Portefaix, in mostra a Roma con allestimento di IaN+. "Un viaggio attraverso fotografie, grafici, fumetti, video e oggetti. Un'attenta lettura delle anomalie spazio-temporali e delle modalità con cui gli uomini vivono e si appropriano del territorio, rivoluzionando e modificandone gli equilibri. Per la prima volta a Roma, l'indagine urbanistico-antropologica dei Map Office si inserisce nell'allestimento realizzato per l'occasione dallo studio di architettura romano IaN+ (Carmelo Baglivo, Luca Galofaro e Stefania Manna), che da anni condivide con il gruppo di artisti francesi idee e visioni". La mostra -a cura di Emilia Giorgi e Anne Palopoli, promossa dalla Fondazione Volume!- è ospitata da Officine Farneto (via dei Monti della Farnesina 77) dal 16 aprile al 7 maggio 2010 e introdotta da una conferenza (mercoledì 14 aprile 2010 alle ore 19) presso il Goethe-Institut Italien di Roma. Maggiori informazioni in ARCH'IT Mostre. 13 aprile 2010 Il territorio russo, con le sue grandi distanze, è riportato in città. Mosca è una città di villaggi, di isole alla deriva, chiuse e introverse, che convivono fianco a fianco per coagularsi improvvisamente in fiere temporanee. Dopo Mosca: una lettura di Pietro Valle in ARCH'IT Artland. "Isolati-giardini grandi come città si susseguono senza ordine. Le strade allineano collezioni di oggetti tenuti insieme da un perimetro, non da un tessuto edilizio. I quartieri seguono la logica del Cremlino, la fortezza murata che racchiude al suo interno una collezione di edifici-oggetti. I palazzi neoclassici sono basse ville sparse nel verde. Lo sviluppo tardo-ottocentesco è opulento ma non fa sistema, ogni edificio tende a riassumere in sé la città piuttosto che accorgersi di essa. Gli edifici dell'avanguardia Costruttivista, i pochi sopravvissuti, perseguono l'autonomia come credo sociale..." 30 marzo 2010 Conteso dalle più importanti gallerie internazionali (come la Tokyo Opera City Art Gallery che in questo momento ospita la sua mostra Element), Cecil Balmond arriva a Firenze mercoledì 7 aprile, proponendo una lecture dal titolo Reti Informali. Invitato dalla School of Architecture della Syracuse University di Firenze e dall'Osservatorio sull'Architettura della Fondazione Targetti, Balmond "è riconosciuto a livello internazionale per il suo approccio inventivo sia alla matematica applicata sia all'arte come mezzo avvincente per esplorare i confini tra architettura contemporanea e ingegnerie strutturali". Cecil Balmond (Sri Lanka, 1943) ha studiato ingegneria all'Imperial College di Londra, affermandosi successivamente all'interno dello studio ARUP, dove ricopre attualmente la carica di direttore dell'Advanced Technology Unit. Durante un'intervista di Stefano Mirti e Walter Aprile a Toyo Ito pubblicata su "Domus", l'architetto giapponese dice di Balmond: "L'architettura nasce da un dialogo. (...) È come quando lavoro con Cecil Balmond. Io faccio delle domande, ma il feedback e le risposte sono molto più profonde di quello che io gli chiedo in prima battuta. Non mi parla solo di costruzione. Mi parla di tante altre cose. A lavorare con lui imparo moltissimo. Sul come costruire, sul fare. Molto bello, affascinante." In un'altra occasione Rem Koolhaas ha detto di lui: "Cecil Balmond has, almost single-handedly shifted the ground in engineering –a domain where the earth moves very rarely– and therefore enabled architecture to be imagined differently". Per ascoltare le parole di Balmond, appuntamento a Firenze, il 7 aprile alle ore 17:00 presso il Salone Brunelleschiano dell'Istituto degli Innocenti, in piazza Santissima Annunziata. (Francesca Oddo) 28 marzo 2010 Dalle palafitte di spada al caviale sferico. In ARCH'IT Books Francesca Oddo commenta il volume dedicato a Le ricette dei designer. "Le ricette dei designer. 70 progetti in punta di forchetta non è tanto un libro da leggere sdraiati comodamente sul divano, piuttosto una raccolta di succulente ricette da mettere in pratica in cucina. Destinato a chiunque ami destreggiarsi in quello che un tempo era definito come il regno delle donne, oggi sempre più popolare anche fra gli uomini, il volume è il contributo corale da parte di chi, non pago di una sia pur fruttuosa giornata trascorsa fra un progetto di design ed uno di comunicazione, desidera continuare ad esprimere la propria creatività attraverso cibi, colori, sapori, utensili e bilance per alimenti (preferibilmente poco precise in eccesso)." 24 marzo 2010 La piattaforma LO-FI ARCHITECTURE per la Fondazione Claudio Buziol promuove, in collaborazione con l'Università Iuav di Venezia, la selezione di 12 posti per partecipare al contest di progettazione "Venice Temporary Hosting", che si terrà a Venezia dal 7 al 9 aprile 2010. La selezione è aperta agli studenti e neolaureati delle facoltà di architettura, ingegneria, economia, design e arti. Le iscrizioni si chiudono il 25 marzo." Maggiori informazioni in ARCH'IT Concorsi. 24 febbraio 2010 Fino al 16 aprile 2010 sono aperte le iscrizioni per frequentare SCREEN. Il video e la comunicazione del progetto, il master sulla comunicazione in video organizzato dall'IN/ARCH. Rivolto a giovani architetti, grafici, comunicatori, il master si propone di formare professionisti della comunicazione video in grado di dialogare col mondo dell'architettura, dell'arte, della moda, della musica ed in generale della produzione creativa. Un video d'architettura, un videoclip musicale, un video per un allestimento museografico o uno spot pubblicitario: sono questi gli strumenti di cui SCREEN, diretto da Luca Diffuse e Maria Luisa Palumbo, intende dotare i suoi frequentatori, destinati ad acquisire le capacità e la visionarietà del video designer.
20 febbraio 2010 "Ci siamo impossessati del tessuto urbano della Venezia Nuova, fatto di pezzi galleggianti, di accorpamenti, di sovrapposizioni continue per poi dosare, attrezzare e programmare il vuoto". Fabbricanove presenta il progetto vincitore del concorso per la riqualificazione del Forte San Pietro di Livorno. "Il progetto per la riqualificazione del Forte San Pietro di Livorno -scrivono i membri di Fabbricanove nella scheda pubblicata in ARCH'IT Architetture- è stato per il nostro studio un momento importante di riflessione e di messa fuoco di un obiettivo condiviso e pregnante di lavoro. Non si è trattato solo di un'esperienza progettuale andata a buon fine, ma dell'inizio di una riflessione critica e piena di speranza sul progetto, che nel caso specifico di Livorno ha coinvolto una molteplicità di temi come il rapporto con la città storica, il recupero urbano e soprattutto l'identità, l'essenza dello spazio pubblico..." 17 febbraio 2010 Il quotidiano la Repubblica ha segnalato nei giorni scorsi l'inchiesta, condotta da Luca Gibello, caporedattore de Il Giornale dell'Architettura, e pubblicata sul numero di febbraio della rivista, sui concorsi banditi in Italia dal 1999 al 2009 in quasi tutte le regioni italiane per un totale di 1987 gare d'appalto, di cui 768 concorsi di progettazione e 1.219 concorsi di idee. "Circa il 60% di questi progetti -scrive Gibello- non sono stati mai portati a termine per indecisioni amministrative, mancanza di coperture finanziarie o, più frequentemente, per ribaltoni politici." Una situazione deprimente e significativa, "uno sfregio alla cultura architettonica fatto anche di sprechi di risorse e di talenti -scrive Orazio La Rocca su la Reppubblica." E continua: "La città con il più alto numero di flop è Roma, dove l'attuale amministrazione di centrodestra -stando all'inchiesta- ha bloccato 14 dei 15 progetti approvati dalle precedenti coalizioni di centrosinistra". Fra questi il Campidoglio 2 (Studio Altieri - Mario Cucinella Architects). La situazione non cambia spostandosi a nord e a sud d'Italia: dalla riqualificazione di piazza delle Barche a Mestre (Arbau) al Museo Archeologico Provinciale di Bari (cesare Mari), dalla nuova sede per la Provincia di Bergamo (Arata Isozaki & Associates) al Museo Betile dell'Arte Nuragica di Cagliari (Zaha Hadid Architects)." I progetti vengono bocciati, annullati, fermati indistintamente sia per le star internazionali sia per gli studi locali, più o meno affermati, "scandaloso risultato di politiche urbanistiche politicamente approssimative", aggiunge Carlo Olmo, direttore de Il Giornale dell'Architettura. 12 febbraio 2010 Come comportarsi davanti ai nuovi territori fatti di dati, radicalmente instabili e solo parzialmente conoscibili? Re-encountering Data. Felicity D. Scott riflette sul lavoro di Jürgen Mayer H. e sulla sfida che l'architettura dovrebbe cogliere per formulare nuove risposte etiche. "Experimental engagement with information technology -scrive Felicity Scott nel saggio ospitato in ARCH'IT Extended Play- sought not to return to problems of form as the domain of architecture's contribution to the urban and social milieu, or to reassuring paradigms of representation and semantic legibility, so much as to mapping the contours of and forces driving the dissolution of both form and semantic legibility. At stake was the issue of how the discipline of architecture might operate within an electronic environment, how it could define space or territories within the streaming of data and through recursive structures of feedback, how it might negotiate to critical ends the forces that seemed to be driving that transformation." 11 febbraio 2010 Nelle ultime settimane è nata Architizer, piattaforma web dedicata all'interazione sociale fra architetti. "Un nuovo modo per i progettisti di interagire, di mostrare i propri lavori, di trovare nuovi clienti", così lo definiscono i suoi fondatori: Benjamin Prosky, Marc Kushner, Matthias Hollwich, Alex Diehl. Architizer è dunque una comunità pensata come un ibrido fra Flickr, Facebook e LinkedIn, uno spazio collettivo nel quale gli architetti possono creare il proprio profilo e inserire i propri progetti in modo che i colleghi di tutto il mondo possano vederli. Una prospettiva democratica che consente di raccontare le proprie esperienze nel mondo dell'architettura a tutte le persone coinvolte in un progetto: dai più illustri architetti, ai collaboratori, agli stagisti, alle imprese. Architizer ospita una sezione dedicata alle offerte di lavoro, così come una concepita per l'aggiornamento sui concorsi di architettura. Architizer, inoltre, pubblica notizie, eventi e contenuti editoriali, spesso inseriti nel blog. (Francesca Oddo) 7 febbraio 2010 L'architetto si insedia nel disegno. Lo recinta, disbosca, urbanizza. Ciò che rimane lo elegge a dimora e lo definisce disegno di architettura. È questo che Ugo Rosa osserva come il luogo della detronizzazione dell'ego architectonicus e della caduta (libera) dell'architetto. "Nel disegno l'architetto mima la sua architettura come verosimile e tuttavia è proprio attraverso il disegno che, nel contempo, traccia la figura di quella inverosimiglianza fondamentale che ne fa una costruzione non (o non ancora, o non più) costruita. L'architettura non vi coincide più con se stessa. L'architetto, malato di tetano allo stadio terminale, si irrigidisce in se stesso ed implode in convulsioni paurose; il disegno gli offre, come un dono, la sua fine." Disegnare un albero? Il saggio in ARCH'IT Files. 1 febbraio 2010 Il 3 e il 4 febbraio 2010 Venezia ospita GREEN PREFAB PUBLIC - 1 IDEA X LE EMERGENZE, un incontro rivolto alle aziende e agli studi di progettazione attivi nel settore della prefabbricazione con l'obiettivo di creare delle sinergie, degli scambi, dei processi di interazione. Le due giornate, a cura di Furio Barzon, direttore di Collaboratorio, nascono dalla comunità di interessi fra GREEN PREFAB (network internazionale di real-estate, mirato a innovare e portare l'architettura verso un modello di produzione industriale) e il concorso 1 IDEA X LA RICOSTRUZIONE, promosso con l'intenzione di sviluppare proposte per l'habitat temporaneo in situazioni di emergenza con particolare riferimento al recente terremoto in Abruzzo. All'incontro parteciperanno 30 studi di progettazione nazionali (selezionati fra quelli che hanno partecipato al concorso) per candidare i loro prototipi all'industrializzazione con i migliori prefabbricatori italiani nel campo delle costruzioni sostenibili. Appuntamento a Venezia Porto Marghera, presso il Parco Scientifico VEGA, ore 10:00 per entrambi i giorni. (Maggiori informazioni in ARCH'IT Convegni) 19 gennaio 2010 "Una voragine di libri si apre al di sotto del cortile settecentesco. Il cortile appare letteralmente fondato sulla collezione di libri della Camera di Commercio. La nuova biblioteca di Palazzo Tobia Pallavicino a Genova progettata da baukuh e Sp10studio. "Proponiamo -si legge nelle note che accompagnano il progetto in ARCH'IT Architetture- di rimuovere il solaio che copre la sala centrale del piano fondi e costituisce l'attuale pavimento del cortile interno. Rimosso il solaio, si mostra la possibilità di utilizzare la sala centrale del piano fondi come stanza a cielo aperto (il cortile infatti è già coperto), illuminata naturalmente dall'alto, e accessibile direttamente dalla quota di piazza del Ferro. La sala viene così occupata da una grande stanza quadrata, interamente rivestita di libri." 19 gennaio 2010 (baukuh+Sp10studio) = BK10. Una matematica oltre la retorica. Il sodalizio tra Sp10studio e Baukuh, scrive Nicola Lunardi in ARCH'IT Files, nasce dalla negazione di facile retorica costruita intorno all'architettura. Dal riconoscimento di un territorio comune dove l'architettura si fa principale messaggio di se stessa, libera da ogni necessità di un fondamento esterno. "Storia e tradizione come inesauribile repertorio di soluzioni che però, ovviamente, non si danno mai come compiute ed immediatamente utilizzabili, ma che devono essere ogni volta re-innescate dal prezioso lavoro di commento di cui sopra, unica operazione realmente efficace per chi vuole custodire le possibilità del proprio linguaggio di descrivere la realtà raccontandone i margini, di far emergere le figure delimitandone i contorni, preservandolo dalla inevitabile corruzione a cui porta il tentativo di esaurire la realtà nel linguaggio...". 13 gennaio 2010 "La qualità degli spazi e degli edifici pubblici delle nostre città non segue il passo delle esigenze del nostro tempo, schiacciata da una parte dal peso della storia e dell'arte del "bel paese", dall'altro da questioni di ambito amministrativo, riferite alla mancanza di ottimizzazione dei processi di trasformazione del territorio e delle città. La somma di questi fattori restituisce un nuovo paesaggio inadeguato alle qualità della vita contemporanea, soprattutto se confrontato con esperienze di altri paesi europei, che evolvono e aggiornano rapidamente i propri ambiti urbani grazie a strumenti di gestione del territorio più snelli ed efficaci." Luoghi Comuni. Il 21 e il 22 gennaio Firenze ospita un incontro promosso da IF research per riflettere sul tema della qualità architettonica nelle opere pubbliche. Maggiori informazioni in ARCH'IT Convegni. 12 gennaio 2010 "In principio l'architetto disegna. Attraverso la matita, la penna o il computer riesce a elaborare idee che si trasformeranno in spazi. Eppure il disegno non esaurisce ciò che si può o deve dire sull'architettura, soprattutto poiché non tutti ne condividono i codici. I linguaggi figurativi non riescono a raccontare tutta la complessità del reale. Così, anche all'architetto occorrono le parole." Parola d'architetto. Fino al 14 giugno, ogni lunedì, l'Urban Center Metropolitano di Torino propone una nuova serie di letture di testi d'architettura moderni e contemporanei, condotta da Sergio Pace. Maggiori informazioni in ARCH'IT Convegni. 6 gennaio 2010 "La design research è uguale alla ricerca scientifica: necessita di metodologie sistematiche e rigorose, si occupa di problemi complessi, lavora con i processi di trasformazione, si occupa degli scenari in cui saranno inserite le nuove scoperte". Lorenzo Imbesi commenta il volume a cura di Hans Höger (Abitare Segesta). "Un profondo solco, culturale ed epistemologico -si legge nell'articolo di Lorenzo Imbesi pubblicato oggi in ARCH'IT Books-, ha separato a lungo le attività di creazione nel campo dell'arte, relegate nell'ambito della sensibilità individuale, e quelle di ricerca nell'ambito della scienza e della tecnologia, che coinvolgono le sorti del progresso della collettività. Mentre le arti sembrerebbero operare nella sfera sensibile della qualità, al di fuori da ogni possibile calcolo quantitativo, la ricerca scientifica si proporrebbe invece come disciplina rigorosamente misurabile, classificabile e circoscrivibile in termini universalmente identificabili, cioè un prodotto della ragione messa al lavoro...". 6 gennaio 2010 "Sembra che la leggerezza non voglia esimersi dalla sua valenza visiva e in architettura che l'equivoco si fa invitante e letale [...] Perché qui la banalità principesca di considerare "lieve" un'opera che si offra a constatazioni ovvie circa la snellezza della sua struttura e la trasparenza del vetro trova nell'architetto medio il suo volenteroso portavoce. [...] Credimi, non può darsi leggerezza "a partire" dal materiale: altrimenti ogni prosatore "leggero" dovrebbe parlar solo di piume e Stifter precipiterebbe in cantina. Così parlare di leggerezza a proposito di uno di questi ferini propugnatori del vetro e del metallo che ci affliggono dalle pagine delle riviste d'architettura mi pare una enormità giornalistica perché, qualunque sia il giudizio che si vorrà darne, la loro architettura è l'apoteosi della rappresentazione." Nelle nuove Lettere da Fermo alcune riflessioni sull'Epifania dell'architettura. |
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